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giovedì 21 marzo 2013

Nel cammin lungo la via...


... " Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe." gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!" ...
 
... "Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
"E' certo", disse la volpe.
"Ma allora che ci guadagni?"
"Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano".
soggiunse:
"Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo". ...

... "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
"L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
"E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
"Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.

   Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…"


 

mercoledì 13 marzo 2013

Un dialogo: Padre e..un figlio..



Figlio: "Papà, posso farti una domanda?"
Papà: "Certo, di cosa si tratta?"
Figlio: "Papà, quanti soldi guadagni in un ora?"
Papà: "Non sono affari tuoi. Perché mi fai una domanda del genere?"
Figlio: "Volevo solo saperlo. Per favore dimmelo, quanti soldi guadagni in un ora?"
Papà: "Se proprio lo vuoi sapere, guadagno $100 in un ora"
Figlio: "Oh! (con la testa rivolta verso il basso)
Figlio: "Papà, mi presteresti $50?"
Il padre si infuriò.
Papà: "La sola ragione per cui me lo hai chiesto era per chiedermi in prestito dei soldi per comprare uno stupido giocattolo o qualche altra cosa senza senso, adesso tu fili dritto per la tua stanza e vai a letto.
Pensa al perché stai diventando così egoista. Io lavoro duro ogni giorno per questo atteggiamento infantile.

Il piccolo bambino andrò in silenzio nella sua stanza e chiuse la porta.
L'uomo si sedette e diventò ancora più arrabbiato pensando alla domanda della ragazzo. Come ha avuto il coraggio di farmi una domanda simile solo per avere dei soldi?
Dopo un ora o poco più, l'uomo si calmò, e cominciò a pensare:
Forse c'era qualcosa di cui aveva davvero bisogno di comprare con $50, non chiede dei soldi molto spesso.
L'uomo andò nella stanza del piccolo bambino e aprì la porta.

Papà: "Stai dormendo, figlio?"
Figlio: "No papà, sono sveglio".
Papà: "Stavo pensando, forse sono stato troppo duro con te prima. È stato un giorno faticoso per me oggi e mi sono scaricato su di te. Questi sono i $50 che mi hai chiesto".

Il piccolo bambino si sedette subito e cominciò a sorridere.
Figlio: "Oh, grazie papà!"
Dopo, da sotto il suo cuscino ha tirato via delle banconote stropicciate. L'uomo vide che il bambino aveva già dei soldi, e inizio ad infuriarsi di nuovo. Il piccolo bambino iniziò lentamente a contare i suoi soldi, e dopo guardò il padre.

Papà: "Perché vuoi altri soldi se ne hai già"?
Figlio: "Perché non ne avevo abbastanza, ma adesso si".
"Papà, ho $100 adesso. Posso comprare un ora del tuo tempo? Per favore vieni prima domani. Mi piacerebbe cenare con te."

Il padre rimase impietrito. Mise le sue braccio attorno al suo bambino e lo implorò di perdonarlo.(web)
Questo è solamente una storia per ricordare a tutti voi che non bisogna sempre lavorare così duramente nella vita. Non ci rendiamo conto che il tempo ci scivola via tra le dita senza averne speso un po' con le persone più importanti della nostra vita, quelle vicino ai nostri cuori. Ci ricorderemo che pochi soldi valgono il nostro tempo con la persona che amiamo? Se noi morissimo domani, la società per cui lavoriamo ci potrà facilmente sostituire in qualche giorno. Ma la famiglia e gli amici che ci lasciamo dietro sentiranno la mancanza per il resto delle loro vite. E iniziamo a pensarci, noi mettiamo tutto ciò che abbiamo sul lavoro piuttosto che sulla nostra famiglia.

Alcune cose sono più importanti....Un sorriso a tutti noi

sabato 9 marzo 2013

Donne...un messaggio d'Amore!


 Giornata di gioia a tutte le donne!!!

Ritengo che la donna sia la personificazione di quella che io chiamo "non violenza",

che significa amore infinito capace di assumere il dolore.
Permettiamo alla donna di estendere questo amore a tutta l'umanità.

A lei è dato di insegnare la pace ad un mondo lacerato.

(Mahatma Gandhi)

venerdì 1 marzo 2013

Ci voranno generazioni...



 
Buondi Mondo buon inizio settimana a noi tutti..
La Primavera è alle porte e la vita si ri.sveglia come la natura!
..101 sorrisi e forza per cominciare una nuovo capitolo della..Storia umana..
forza per cominciare..♥ ♥ ♥
Ci vorra' piu' di una generazione per poter essere un popolo onesto...
Vorrebbero uccidere la nostra individualita', a molti ci sono riusciti.
Io sono fedele ai miei ideali,
attaccata alle radici dei miei valori che scaturiscono da chi mi ha Creato.
Sono una ottimista di natura, ma e' ora di vedere ..
viso a viso la realta' della vita oggi....♥ ♥ ♥

giovedì 21 febbraio 2013

Gia'...ma non ancora..



Poter amare tanto e un dono che abbiamo,
ma in esso vi è un compito e un appello alla nostra libera volontà,
non solo la fedeltà, non solo difendere e conservare il proprio amore,
ma anche il fatto che dobbiamo imparare ad amare veramente...
.Un sorriso amici belli!

sabato 16 febbraio 2013

Silenzio...nell'Anima



Solo il silenzio
apre l'orecchio per udire
la voce segreta
di tutte le cose.
(R.Guardini
Si, Signore nel silenzio del deserto nel nostro cuore,
t'Incontriamo!  Amen

mercoledì 6 febbraio 2013

Una strana parola..l'Amicizia!



Nella faccia della terra non esistono parole, per poter parlare degnamente dell'amicizia. (S.Francesco di Sales)
La parola "Amicizia" è capitato come alla parola "Amore" è...banalizzata!

Molte volte i dice "cari amici" a persone che non si conoscono neppure.
Nella vita moderna siamo come linee telefoniche, sovraccariche di chiamate come marionette,
sospese a fili che vengono tirati da tutte le direzioni come palline di ping pong..senza possibilità di quiete e silenzio.
Impegni di lavoro, riunione a non finire, contatti che creano legami vari, ma difficilmente legami veri.
(dice A.Alaiz, amicizia, un dono per vivere)
< ..Oggi l'uomo è soffocato da tanti rapporti e nello stesso tempo è un essere che non comunica con gli atri.. Siamo un branco di solitari! Siamo cadaveri silenziosi nella stessa fossa!
Siamo solitari smarriti nella moltitudine!..> Lo siamo veramente?..


Alcune massime:...
Amicizia - insegna Nietzsche . non è assecondamento accondiscenza al punto di vista dell'altro.
Amicizia e amore dell'altro...ma...per amore dell'altro, all'altro ci si può anche opporre...Amicizia non vuol
dire dunque non opposizione può darsi che opporsi sia voler bene all'amico.

Dice Nietzsche: " Sei capace di avvicinarti massimamente al tuo amico, senza passare dalla sua parte? Nel proprio amico bisogna avere anche il proprio miglior nemico. Col tuo cuore devi essergli massimamente vicino, proprio quando ti opponi a lui"


Nella  vita,la  strada piu' importante da intranprendere
...e' ..imparare a farsi degli amici, semplicemente perche' questo, significa imparare a vivere. (A.Alaiz)

Si, l'amicizia e' anche un'avventura, non si trova bella e fatta, si costruisce e approfondisce nella misura in cui ognuno, da parte sua, cerca di liberarsi dall'egoismo.
S.Giovanni della Croce consiglia:" dove non c'e' amore, semina amore e raccoglierai amore".
L'Unico modo di avere un amico e', essere amico. L'amicizia non e' una fortuna, ma una avventura. (Schiller)

L'amicizia è anche ascoltare l'amico e rispettare il suo silenzio quando vive  momenti di sofferenza personali, e' anche di.. non ..pretendere che l'amico abbia i tuoi stessi pensieri, insomma, una unita' - Nell'essere diversi..un arricchimento reciproco perche'  altro dall'altro.. e non.. omologhi!! Ma completamentari -
L'amicizia vera è misteriosamente incarnata nella Morte e Resurrezzione di Gesù! 
L'amicizia e' un dono, donatoci dal Signore che ci ama, siamo suoi amici?

Se e' si, allora siamo amici degli amici, se no', continuiamo a non essere, amici, nemmeno con noi stessi.
Si, Signore tutto viene da te, aiutaci ad aprirci alla Tua amicizia, al Tuo Amore....


giovedì 31 gennaio 2013

I regimi totalitari...e gli estremi vissuti..

Perche' metto questo Post? Vivendo in Germania ho visitato spesso questi Lager, per andarci a pregare...a Dachau una cittaddina vicinissima a München...hanno una piccola casa le suore Carmelitane contemplative e sono in perenne preghiera per tutte le anime che sono sepolte qui'. I segni dei tempi non sono buoni allora stiamo attenti non arriviamo agli estremi sia poer la destra che per la sinistra..spero che passi qualcuno a trovarmi per aiutarmi a descrivere ieri, oggi, domani.

Il lager, modello estremo dello stato totalitario

Il lager era parte integrante della concezione nazista dello stato. Esso non serviva soltanto alla distruzionedell’avversario o alla sua riduzione a schiavo, ma anche a riprodurre il terrore come strumento di potere, rassicurando nel contempo chi, dando la sua piena adesione al regime, riteneva di non correre rischi, anzi si sentiva protetto: era insomma il simbolo di quella “schiavitù degli inferiori”. Il lager rappresentava inoltre il perfetto modello della società totalitaria spersonalizzata e organizzata sulla base di un sistema disciplinare integrale in cui ogni norma è costituita dalla pura volontà dei detentori del potere.
Ogni categoria in cui sono suddivisi i prigionieri è individuata da un contrassegnovisibile e collocata in un preciso gradino della struttura gerarchica; a ogni livello di status corrisponde addirittura un luogo fisico in cui i prigionieri sono alloggiati e da cui non possono uscire.
Alla base della piramide stavano gli ebrei (distinti da una stella o da un triangologiallo), venivano poi gli zingari e gli omosessuali (triangolo rosa), quindi icosiddetti asociali, cioè gli emarginati e i disoccupati (triangolo nero);seguivano i politici (triangolo rosso), accanto ai sacerdoti (triangolo viola). In cima alla piramide, infine, stavano i criminalicomuni (triangolo verde), detenuti tedeschi ai quali le SS affidavanogeneralmente il compito di mantenere la disciplina (i cosiddetti kapò) fra i prigionieri, compito che essi eseguivano solitamente con spietata brutalità. Alle SS spettavano le esecuzioni esemplari.Stella EbraicaStella Ebraica


Controllo sociale, dirigismo economico,espansionismo politico

Queste spietate repressioni rappresentavano il modello sociale e ideologico su cui si andava configurando il regime nazista, un regime totalitario che puntava all’assoggettamento completo e permanente degli individui e della società civile. Uno degli strumenti fondamentali di questo tentativo di controllo totale fu l’educazione. La scuola, le letture, gli svaghi dei giovani erano finalizzati alla formazione di una gioventù devota al regime, perfettamente indottrinata e, nel caso dei maschi, inquadrata in formazioni paramilitari come la “gioventù hitleriana”, che raccoglieva tutti i ragazzi dai 10 ai 18 anni. In queste organizzazioni il tempo libero si trasformava per i maschi in addestramento premilitare e per le femmine in preparazione alla maternità e alla procreazione, cioè alla continuità della razza.
Vennero eliminati tutti gli organismi di rappresentazione sindacale, sostituiti dal “fronte del lavoro” che comprendeva datori di lavoro, operai e impiegati.Attraverso una accentuata politica di riarmo, venne sostenuta la ripresaproduttiva dell’industria pesante. Una simile politica economica non poteva nonavere ripercussioni sulla politica estera, non solo perché il riarmo della Germania era proibito dagli accordi di pace siglati a Versailles, ma soprattutto perchécostituiva le basi di un minaccioso e aggressivo espansionismo.
Già nel 1933 laGermania era uscita dalla Società delle nazioni e, circa un anno dopo, ungruppo di nazisti austriaci e tedeschi, con un colpo di mano a Viennaconclusosi con l’assassinio del cancelliere austriaco Dollfuss, tentò (senzariuscirvi) di rovesciare il governo austriaco per inglobare l’Austria nella“grande Germania”.
(I forni crematori). Auguro a chi puo' di andare a trovare questi posti...la pelle diventa di oca il sangue si fredda,, nelle orecchie si sentano urla nel silenzio..

 
 
 
 
Come dardo di fuoco implorante sollievo lo sguardo di chi soffre. Sguardo che vuole speranza che chiede un conforto, ultimo e disperato grido per trovare il coraggio d'incontrare l'abisso. Abbiamo negato solidarietà e giustizia, dimenticato sollecitudine e responsabilità, sacrificato la passione per la verità, perduto il desiderio di fraternità e pace.Dobbiamo reimparare, allora, a conoscere il mondo per mezzo del pensiero e dell'amore, per rendere la persona una creatura degna e la gioia una scelta possibile.

 
 
quanti amari ricordi..anche se personalmente non li ho vissuti..solo il sentirne parlare mi fà rabbrividire...salutissimo.

 

 
 
E' vergognosamente tremendo ciò che è riuscito a fare l'uomo ad un suo fratello! Rimango sempre più stupita della freddezza e della crudeltà di certe persone! Nessun animale è così spietato in natura! Nessuno deve dimenticare, mai, anche se secondo me non è finita! Buon inizio settimana!
l Novecento, di cui Auschwitz è uno dei capitoli più aberranti, è conosciuto come il "secolo della morte", il "secolo dei genocidi" - tragica parola usata per la prima volta nel 1944 da un giurista polacco. E' il secolo in cui si accentua l'idea del "noi" illuminato e identitario, contro le minoranze, e la percezione dell'altro come nemico, sotto l'impulso del démone dell'espansione a qualsiasi costo. E' il volto distruttivo dell'Europa, terra della ragione calcolatrice e predatoria. Il Novecento è stato attraversato non solo da due guerre mondiali, ma anche da assassini di massa e continue violazioni dei diritti umani prima, durante e dopo di esse. Perché tanti orrori hanno accomunato democrazie liberali e regimi totalitari? Per quale motivi i genocidi e gli olocausti rappresentano il lato oscuro della modernità? Tutti i continenti, in tempi e modi differenti sono stati colpiti di questo virus che, ovunque si presenti, provoca una catastrofe della ragione, del buon senso, un'offesa all'uomo in quanto tale. Si tratta di orrori che non sono ancora finiti perché nel terzo millennio lo spettro del genocidio è ancora tra noi. Ecco la domanda che la "cultura della morte" impone: dobbiamo forse limitarci ad esorcizzare il genocidio o invece avviare un'operazione culturale che ne impedisca l'accadimento? L'auspicio che non si ripeta una nuova Auschwitz è stato tristemente disatteso. "Il genocidio nazista contro gli ebrei si è 'ripetuto' nella seconda metà del secolo in posti culturalmente e politicamente così diversi come la Cambogia, la Jugoslavia e il Ruanda" (M. Fleming) La logica che sostanzia la cultura della morte è la logica ispirata all'omologazione della popolazione, alla negazione del differente quale ostacolo sulla via della società perfetta, alla percezione dell'altro come fonte di paura, perché minaccia disgregatoria dell'unità. In breve, è la logica che considera l'io (o il "noi") sacro e tutto il resto demoni e terra a depredare. Mi scusi se il commento è troppo lungo ma le sue foto sono un invito a riflettere sulla radice del problema: l'utopia totalitaria. Da Pescara la saluto cordialmente. Il suo blog è un'isola preziosa che regala tante belle cose al navigante. Grazie. Pace e bene. Fra Eduardo

lunedì 21 gennaio 2013

Amica mia...ti rispondo!


Cara.... ti rispondo ....
Si, da straniera ho vissuto all'estero ..ho incontrato ..poveri, ma poveri,poveri.
Famiglie senza dove appoggiare il capo, mamme giovani venute dal sud con il giovane marito, nascevano bimbi, nella paura del domani,del travaglio della mamma che senza la lingua del posto non sapevano come partorire e piangevano di paura, tanta, paura nei medici, che non sapevano come sbrigarsela, famiglie affamate di companatico, ragazzi venuti dalla nostra terra disperati di droga, che piangevano e cercavano la mamma, ma la droga e' il loro Dio.
Malati psichici, che venendo all'estero pensavano di trovare la pace e la felicita'.
Si tanta fame nei poveri.
Credimi raccontartelo non mi e' facile, piango insieme al loro.
Poteva fare breccia la Parola che si fece carne 2000 mila anni fa?



L'annunciavamo ma se non intervenivamo era quello importante.. l'umano. Dopo il lavoro la casa la scuola cercavano di piu', lascio a te le considerazioni.
Ho conosciuto ricchi, - saturi del troppo,del bello dell'avere, stanchi, annoiati, delusi, disperati nel vuoto.





 Ecco nel "Vuoto" la parola chiave, li non puoi piu' cercare, come nei poveri, la speranza di tempi migliori.
No li' non ha piu significato combattere, per che cosa? Hanno tutto, neanche piu' i valori, fanno leva su loro,
La stanchezza psichica e fisica e allo estremo.
Li', ho visto.. l'Annuncio essere accolto nella disperazione...oppure...
Lascio a te le conclusioni.



I sacerdoti oggi debbono ben sapere chi hanno davanti,
spiritualmente:
 -Un uomo affamato oppure uno disperato, un uomo fatalista che aspetta la divina provvidenza.... cambi la sua situazione di fame o di indigestione.
Si l'uomo nel suo complesso, con la propia storia culturale, famigliare e spirituale, in tutte le nazioni del mondo.


Ecco Dio, e' il Dio di tutti, di tutte nazioni lingue colori di pelle religioni, ama tutti, non ci sono differenze, Lui ci aspetta nella disperazione, quando avremo da noi allontanato tutti i pregiudizi, intelletualita' giochi di parole e fatti, nell'avvenimento storico di ogni persona.

Ecco il punto finale: la scelta!
Lui e' l'Amore Infinito, non bastano sacerdoti, anche noi siamo chiamati. Un sorriso tvb.

giovedì 10 gennaio 2013

Un momento...fermiamoci..


Il mondo è ricolmo di suoni, di colori, d’aria non ancora respirata dalla paura.
 di sogni buoni ancora per essere sognati.
Come fare allora per divincolarci, per sciogliere le catene dell’abitudine e planare aldilà di noi? Abbiamo già tutto ciò che ci occorre: L’udito. Impariamo ad ascoltare, fermiamoci a sentire, perché si sente con gli orecchi e col cuore. Usiamo il verbo “sentire” anche quando parliamo di sentimenti. Questo, dovrebbe svegliarci dal nostro torpore, divincolandoci dalla nostra confusa abitudine di concentrarci sempre su ciò che ci manca e mai su ciò che abbiamo, che è nostro.
Il mondo è ricolmo di suoni, di colori, d’aria non ancora respirata dalla paura, di sogni buoni ancora per essere sognati. Concediamoci ogni giorno un tempo per volare, graffiamolo alla nostra corsa: fermiamoci.
Anche il suono del traffico cambierà, perché questa volta, per la prima volta lo ascoltiamo. Non ci prenderà alle spalle. Presto, ci accorgeremo che tutto ciò che ci disturba, lo fa solo perché non ci fermiamo ad ascoltarlo. Tutto se vogiamo può cambiare. Tutto può davvero fare parte del nostro volo. Ritorneremo riposati, sorridenti. Perché la chiave si nasconde dietro alla nostra consapevolezza. Ora è arrivato il momento. Apriamo i cancelli, alla vita...
ecco la Vita ci viene incontro...